Dalla preistoria al gotico

Preistoria

La preistoria

Storia e preistoria

Secondo I'opinione prevalente degli studiosi, la «storia» propriamente detta inizia nel IV millennio a.C. con la comparsa delle prime testimonianze scritte e lo sviluppo delle grandi civiltà nell'area compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate. Prima di allora si parla di preistoria, scandita in fasi legate all'evoluzione delle tecniche di lavorazione prima della pietra e poi dei metalli. Le età della pietra sono: il Paleolitico o età della pietra antica (2 milioni di anni fa - 10.000 a.c.), il Mesolitico o età della pietra di mezzo (10.000-7000 a.c.) e il Neolitico o età della pietra nuova (7000-4000 a.c.). Alle età della pietra seguono le età dei metalli: del rame o Eneolitico (4000-3000 a.c.), del bronzo (3000- 1300 a.C.) e del ferro (XIII-V secolo a.c.). Con I'età del bronzo si conclude la preistoria e comincia la fase propriamente storica.

 

II Paleolitico: utensili, sculture e pitture

Le prime manifestazioni artistiche della preistoria risalgono al Paleolitico superiore (circa35.000 anni fa) e consistono in piccoli oggetti di uso quotidiano, come gli utensili da tagliousati per la caccia e realizzati in pietra. Nello stesso periodo si sviluppano tuttavia anche due grandi tematiche figurative: il corpo umano e la rappresentazione di animali. Alla prima categoria appartengono le statuette in pietra raffiguranti la cosiddetta Dea Madre o Venere, simbolo di fertilità nelle sue forme generose: ne e un esempio la Venere di Willendorf (Austria), risalente al 30.000-20.000 a.C. Immagini di animali, con funzione magica e propiziatoria, soprattutto per la caccia, sono state rinvenute dipinte sulle pareti di grotte e caverne, come a Lascaux in Francia a ad Altamira in Spagna. Più rare le figure umane, dipinte a graffite nella roccia.

 

II Neolitico e I'architettura simbolica

Con il Neolitico si passa dal nomadismo alla stanzialità  e si sviluppano di conseguenza sia la fabbricazione di utensili in ceramica sia la prima architettura monumentale, con funzioni religiose a militari. Gli esempi più spettacolari di architettura preistorica sona i megaliti, ovvero grandi blocchi di pietra per lo più legati al culto dei morti, nelle due varianti principali dei dolmen e dei menhir, questi ultimi infissi nel terreno in posizione verticale. Fra gli esempi più emblematici di complessi architettonici megalitici va ricordato quello di Stonehenge in Gran Bretagna (II millennio  a.C.), la cui scenografia ha fatto pensare a una arcana simbologia cosmologica. In Sardegna I'edificio più caratteristico dell'età neolitica e il nuraghe, sorta di torre di forma conica con funzione prevalentemente militare.

LA MESOPOTAMIA

La Mesopotamia

La storia

In Mesopotamia, oggi corrispondente al territorio dell'Iraq e a parte della Siria, fiorisce attorno al IV millennio a.C. la civiltà dei sumeri, di cui Ur si segnala come la città-stato più influente. La prosperità  del regno sumerico viene compromessa prima dall'invasione degli accadi (2350 a.c.) e poi dei gutei (2150 a.C.),quindi definitivamente annientata dagli assiri (1800 a.c.). La storia dell'impero assiro-babilonese, diviso nei due centri politici e culturali di Ninive e Babilonia, durerà più di un millennio, fino alla conquista persiana del 539 a.C.

 

L'architettura

L'architettura mesopotamica è caratterizzata, in mancanza della pietra, dall'uso dell'argilla cotta sotto forma di mattoni. I primi edifici sumerici sono destinati al culto, come I'eanna ("casa del cielo"), tipo di santuario costruito su un'alta piattaforma e raccordato al terreno da una lunga scalinata: ne era un esempio il Tempio bianco di Anu, a Uruk (3000-2500 a.C.), di cui restano solo rovine. _ La costruzione più  emblematica dell'architettura mesopotamica è pero la ziqqurat ("torre divina"), sorta di torre strutturata come serie di piattaforme I'una sull'altra e culminante con  un tempio: la più antica, della fine del III millennio a.C., è la ziqqurat di Ur. Invenzione dei sumeri, il modello della ziqqurat viene imitato e riproposto anche da assiri e babilonesi, i  quali si segnalano anche per le colossali dimore dei sovrani, come il Palazzo reale di Babilonia.

 

La scultura

Le opere scultoree delle civiltà mesopotamiche sono essenzialmente legate all'ambito religioso e sono realizzate con materiali preziosi, come alabastro, lapislazzuli e bronzo. Oltre a statue votive a tutto tondo, fra le quali va segnalata la Statua dell'intendente Ebih-il (2400 a.C.), uno dei prodotti più caratteristici della scultura sumerica è la stele, lastra di pietra o marmo con decorazioni incise o in rilievo, dedicata al dio. Mentre I'arte accadica è  caratterizzata da un forte valore simbolico, quella assira ha una spiccata propensione narrativa e naturalistica, come mostrano  i bassorilievi raffiguranti la Caccia al leone  (VII secolo a.C.) nel palazzo del re Assurbanipal a Ninive. Lo splendore dell'antica Babilonia è infine testimoniato dai mattoni smaltati e dai rilievi con figure di animali che decorano la Porta di Ishtar (VI secolo a.C.), che si apriva nella cinta muraria della città.

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L'EGITTO

L'Egitto

La storia

La storia della grande civiltà egizia dura quasi tremila anni e inizia intorno al 2850 a.C.,con I'unificazione dei regni dell'Alto e del Basso Egitto. La periodizzazione cronologica è scandita dalle dinastie dei sovrani: le tappe principali sono quelle dell'Antico Regno (2780-2260 a.C.), Medio Regno (2050-1700 a.c.) e Nuovo Regno (1550-1100 a.C.). Con la conquista da parte di Alessandro Magno (332 a.c.), l'Egitto perde progressivamente la sua autonomia fino a quando, dopo la morte della regina Cleopatra, esso diventa provincia romana (30 a.C.).

 

L'architettura

L'architettura egizia è sin dalle origini legata alla sepoltura dei defunti, in particolare dei sovrani, ma è con l'Antico Regno (IV dinastia) che il monumento funerario acquista la sua struttura canonica: un complesso architettonico che comprende un tempio a valle, uno a monte, un corridoio coperto che collega i due templi e infine la piramide, che ospita la tomba vera e propria del faraone. Originariamente a gradoni, la piramide "classica", come quelle di Cheope, Chefren e Mykerinos a Giza, è di dimensioni monumentali, a base quadrata con le quattro pareti triangolari uniformi che si riuniscono in una cuspide. Altri elementi importanti dei complessi funerari sono la mastaba, edificio a base rettangolare con pareti inclinate e tetto piatto destinato alla sepoltura di funzionari e principi, e I'obelisco, simbolo del legame fra il sovrano e il dio solare. Con il Nuovo Regno la piramide scompare e si afferma la tomba rupestre, di dimensioni molto più ridotte. Allo stesso tempo i luoghi di culto diventano indipendenti da quelli destinati alla sepoltura e sorgono i grandi complessi templari di Karnak, Luxor e Abu Simbel.

 

La scultura

Le statue egizie, raffiguranti solitamente sovrani e principi, hanno la funzione "religiosa" di conferire I'eternità ai personaggi rappresentati. Le figure sono immobili, poste su un piedistallo e caratterizzate da tratti fortemente realistici, pur proponendo un canone di bellezza ideale, specie nel caso dei personaggi femminili, come dimostra il busto della regina Nefertiti (1340 a.C.). Grande attenzione  viene perciò  riservata alla  rappresentazione dl monili  e accessori, esaltata dalla vivace tecnica policroma.

 

Rilievi e pitture

I  rilievi e le pitture si sviluppano su registri sovrapposti, dove le figure sono bidimensionali e la loro grandezza è  in funzione dell'importanza dei soggetti. La figura umana e antinaturalistica: di profilo vengono rappresentati la parte inferiore del corpo e il viso, mentre sono frontali il torso e gli occhi. Per riprodurre con esattezza le proporzioni corporee gli artisti egiziani adottano la tecnica del reticolo, che divide la superficie da rappresentare in tanti quadrati uguali nei quali scomporre la figura.

CRETA E MICENE

CRETA E MICENE

 

La storia

Le culture di Creta e Micene, per molti aspetti strettamente legate tra di loro, rappresentano due antiche civiltà, in parte contemporanee (2000- 1800 a.c.), che fiorirono I'una nell'isola di Creta e I'altra nel cuore delia Grecia. Fondando soprattutto sulle qualità marinare della sua gente, Creta svolge una funzione di tramite tra il Mediterraneo,  l'Asia occidentale, l'Egitto e l'Europa per mezzo di contatti e di traffici piuttosto che con I'espansione territoriale e la  conquista militare, tipica della civiltà micenea che, nel 1450 a.C.,conquista I'isola di Creta.

 

L'arte minoica

Edifici simbolo dell'architettura cretese (detta minoica, dal mitico re Minosse) sono i palazzi: non solo una residenza per il sovrano, ma una città in miniatura con magazzini,ambienti di servizio,zone dedicate al culto, alloggi e sale disposti in modo libero e irregolare anche in funzione alla morfologia del terreno. Tra il 1700 e il 1400 a.C. queste residenze vengono ricostruite dopo terremoti disastrosi: i nuovi palazzi cretesi, di Festo, Mallia, Cnosso, tornano a simboleggiare il potere del sovrano mantenendo la struttura "a germogli" con interni riccamente affrescati a motivi naturalistici. Sono comunque arrivate a noi pitture murali dove la figura umana è rappresentata in modo mirabile e sempre in rapporto al mondo naturale, come ad esempio la Tauromachia, dal Palazzo di Cnosso, dove tre acrobati volteggiano su un toro.

La prima ceramica cretese (2300-2000 a.c.) presenta decorazioni geometriche semplici; si movimenta a partire dal II millennio (2000-1700 a.c.) con motivi floreali nei colori ocra, rosso e giallo. II naturalismo cretese si accentua dopo la seconda costruzione dei grandi palazzi con riferimenti alla flora e alla fauna del Mediterraneo. La figura umana è assente dalle decorazioni ceramiche ma sono caratteristiche, a partire dal 1700 a.C., le statuine votive in terracotta con una struttura slanciata, a vita sottile per imprimere movimento e cura nei gesti a richiamare la danza o i riti religiosi. La cosiddetta «Dea dei serpEmt:i» è una rappresentazione caratteristica in ceramica smaltata e a colori vivaci che richiama I'iconografia delia Dea Madre del Neolitico.

 

L'arte micenea

A rappresentare I'arte micenea è la tomba a tholos, costituita da un lungo corridoio a cielo aperto che conduce alla porta; all'interno il tholos, un vasto ambiente circolare a falsa cupola accogliere il corredo funerario (Tesoro di  Atreo 1500-1 400 a.c.). Espressione architettonica della società micenea è ancora il palazzo, con il fulcro nella grande sala centrale detta mègaron, ma collocato al centro di una imponente fortificazione che cinge, ad esempio, le cittadelle di Micene e Tirinto. A Heinrich Schliemann si devono Ie prime scoperte della città di Micene e soprattutto dei rari corredi funebri in lamina d'oro, come la maschera di Agamennone (1600-1500 a.C.),che rivelano la continuità dell'osservazione naturalistica tipica dell'arte cretese, ma che si spingono in realizzazioni più geometriche.

LA GRECIA ARCAICA

La Grecia arcaica

La storia

Il periodo della storia greca che va dalla fine del XII alla meta dell'Vlll secolo a .C. viene chiamato Medioevo ellenico ed è segnato dall'invasione dei dori e dalla prima colonizzazione delle coste dell'Asia Minore da parte delle stirpi greche. A esso segue I'età arcaica (VIII-V secolo a.C.),durante la quale sorgono Ie città-stato (poleis) e viene portata  a compimento la seconda colonizzazione nella Magna Grecia e nelle coste iberiche.

La ceramica

Fra I'XI e I'VIII secolo a.C. si sviluppa lo stile geometrico, così chiamato per le decorazioni astratte e i motivi a zig zag,testimoniato dalle grandi anfore funerarie della necropoli ateniese del Dipylon. Un nuovo gusto definito orientalizzante si sviluppa a Corinto a partire dal VII secolo a.C.: alle forme geometriche subentrano soggetti naturalistici o mitologici, e alle tinte scure una vivace tecnica policroma, come nella celebre Olpe Chigi. Con il VI secolo a.C. Atene si impone nuovamente come centro di produzione fittile, grazie  alla ceramica attica a figure nere, caratterizzata dall'uso della vernice nera, lucida e brillante.

l'architettura

La forma architettonica per eccellenza dell'arte greca è II tempio: originariamente in legno, esso viene in seguito realizzato in pietra e in marmo, e decorato da vivaci colori oggi perduti. In base ai rapporti proporzionali che legano i vari  elementi del tempio, si distinguono tre ordini architettonici: dorico, ionico e corinzio. L'ordine dorico, nato nel Peloponneso e diffusosi nelle colonie della Magna Grecia, è il più antico e si distingue per la colonna massiccia e priva di base, I'architrave liscio e il fregio distinto in metope e triglifi.

Più leggero è invece I'ordine ionico, fiorito nelle isole greche e nell'Asia Minore, contraddistinto da colonne più snelle, dotate di base, e soprattutto dal tipico capitello con le volute a spirale. In piena età classica (V secolo a.C.) si sviluppa infine I'ordine corinzio, così chiamato per essersi diffuso nell'area di Corinto: suo elemento distintivo e il capitello decorato dal motivo delle foglie d'acanto.

La scultura

Oggetto privilegiato della scultura greca arcaica è la figura umana, in particolare nelle due tipologie del kouros e della kore, ovvero il giovane uomo e la giovane donna, prototipi di bellezza ideale. Dopo i primi esempi di scultura dedalica (VII secolo a.C.),fiorita a Creta e nelle isole dell'Egeo e contraddistinta dalla prospettiva frontale e dalla rigidità dei corpi, nel corso del VI  secolo a.C. si profilano tre correnti stilistiche principali: la dorica, di forme massicce e solide; la ionica, dalle masse più snelle modellate da giochi di chiaroscuro, come nell'Era di Samo; quella attica, fiorita ad Atene, particolarmente attenta a rendere la dinamicità dei muscoli e dei movimenti corporei, come nel Moscophoros.

 La decorazione del templi

Molte opere scultoree sono destinate a ornare i frontoni e i fregi dei templi. Per i frontoni,  gli artisti producono gruppi di sculture a tutto tondo, sapientemente studiate nelle posizioni per occupare al meglio lo spazio triangolare. Nelle metope dei templi dorici e nei fregi di quelli ionici la tecnica adottata è invece quella del bassorilievo, usata per rappresentare dapprima scene isolate, in seguito cicli narrativi continui man mano che ci si avvicina all'età classica (V secolo a.C.).

LA GRECIA CLASSICA

LA GRECIA CLASSICA

La storia

Il periodo classico della storia greca abbraccia il V e il IV secolo a.C. e può essere distinto in tre fasi. La prima è caratterizzata dalle guerre persiane (492-478 a.C.),dalla vittoria della coalizione greca e dall'egemonia culturale e politica di Atene sotto la guida illuminata di Pericle (fino al 429 a.c.). Il secondo periodo va dalla fine del V secolo alla metà del IV e  segna la suddivisione della Grecia in tre grandi aree di influenza (Atene, Sparta e Tebe). L’ultima fase coincide con la fine dell'autonomia greca dopo la vittoria di Filippo II di  Macedonia (338 a.c.) e si conclude con la morte del figlio e successore di Filippo, Alessandro Magno (323 a.C.).

L'architettura

L’architettura classica si distingue per la ricerca di equilibrio e simmetria fra le singole parti degli edifici: viene ad esempio stabilito il canone del'tempio ideale' di ordine dorico, che prevede 6 colonne sulla fronte e 13 sul lato lungo. Nel V secolo si sviluppa I'urbanistica, che regola I'organizzazione spaziale della città e trova la sua massima espressione nella ricostruzione dell' acropoli di Atene la rocca dove avevano sede i templi più importanti. Monumento simbolo dell'acropoli è il Partenone, tempio dedicato alla dea Atena, che realizza un mirabile equilibrio fra elementi dorici e ionici.  L’accesso monumentale all'acropoli è costituito dal complesso architettonico dei Propilei,  mentre sul lato nord della rocca spicca I'Eretteo di ordine ionico ornato dall'elegante loggia delle Cariatidi, korai che sostituiscono, anche nella funzione, le colonne.

La scultura

Anche la scultura tende alla perfezione formale e al senso della misura. La prima metà del V secolo è caratterizzata dallo stile severo, così chiamato per I'espressione seria delle figure, che rispetto a quelle arcaiche acquistano progressivamente morbidezza, dinamicità e definizione anatomica: testimonianza di questa fase stilistica di transizione sono, ad esempio, le sculture del tempio dorico di Zeus a Olimpia e la statua bronzea dell'Auriga di Delfi. Allo stile severo segue quello propriamente classico, pienamente incarnato dallo scultore Policleto con la creazione di rigide norme di proporzionalità fra le parti del corpo umano, come mostra il Doriforo. La scultura classica raggiunge il suo apice con Fidia, il cui tratto inconfondibile è dato dal panneggio a effetto bagnato delle figure, quale si può ammirare nelle sculture dei frontoni e dei fregi del Partenone.  Nella seconda meta del IV secolo alla razionalità e compostezza del canone policleteo subentra invece una concezione drammatica che esprime le più profonde passioni umane tramite linee più mosse e sinuose, come nelle opere di Skopas, Prassitele e Lisippo.

Pittura e ceramica

In età classica la tecnica ceramica arcaica a figure nere viene sostituita con quella a figure rosse, che riserva il nero allo sfondo e il colore dell'argilla al corpo umano, permettendone una maggior definizione. Fra i maestri ceramisti si distingue Eufronio (fine VI see. a.c.),  mentre nel corso del V secolo sempre più consistente diventa I'influenza della pittura coeva, in particolare delle soluzioni spaziali di Polignoto e dei tratti eleganti di Parrasio

L'ELLENISMO

L'Ellenismo

La storia

Con il termine Ellenismo si indica il periodo storico-culturale compreso tra il 323 a.C., anno della morte di Alessandro Magno e della suddivisione del suo grande impero in monarchie, e il 31 a.C., anno in cui I'ultimo regno ellenistico - l'Egitto – cade sotto il dominio di Roma che, a partire dal 188 a.C., aveva conquistato tutti gli altri regni: Siria, Macedonia, Grecia, Pergamo. Alessandro Magno aveva avviato una conquista di territori imponente sulla base di un multiculturalismo coeso dalla cultura greca. Ed e questa universalità (cosmopolitismo) con carattere multietnico che sta alla base delle società urbane ellenistiche così come I'eclettismo, inteso come contaminazione di generi, e il fondamento dell'espressione artistica ellenistica. La conseguenza politica più importante fu il cambiamento della città-stato: la polis cessa di essere un piccolo universo compiuto e autosufficiente e sono le grandi monarchie, accentrate attorno alla figura di un sovrano divinizzato, a promuovere una evoluzione economica e sociale.

 

Architettura

Città come Alessandria d'Egitto, Antiochia, Efeso, Rodi, Pergamo, Mileto diventano non solo grandi centri di produzione ma anche di diffusione di cultura: sono organismi complessi, anche se poco e rimasto del loro patrimonio monumentale. Caratteristica fondamentale è I'introduzione di elementi curvilinei che concorre ad accrescere la spettacolarità degli edifici ellenistici, integrati nell'ambiente naturale, monumentali e grandiosi, riccamente decorati, come I'altare di Pergamo (166- 156 a.c.), o addirittura sfarzosi, come il tempio di Apollo a Didime. Nell'architettura ellenistica i tre ordini architettonici (dorico, ionico e corinzio) si evolvono e si mescolano a testimoniarne la ricchezza e la complessità espressiva. II tempio, che continua ad avere un ruolo centrale, può avere pianta circolare e gli si affianca il santuario costruito per il divino principe. La stoà, il portico coperto, incornicia sistematicamente I'agora nei pressi della quale il bouleutèrion ospita le riunioni del consiglio cittadino (boule) in un ambiente coperto a pianta generalmente circolare (Mileto).

II teatro cambia la struttura, il coro perde spazio a favore della scena, mentre nel nuovo odèion ci si riunisce per ascoltare il canto (ode). I cittadini si possono ritrovare alle terme, che faranno parte del paesaggio di Roma imperiale, o nelle ricche e vaste biblioteche, come quella di Alessandria o di Pergamo.

 

Scultura

La tradizione classica greca, trasferita nelle corti orientali di Alessandria, Pergamo, Antiochia  o di Rodi o della Siria, subisce un cambiamento per i contenuti e per lo stile. La gente comune, animali e scene domestiche ed esotiche diventano i soggetti usuali commissionati non più dalle poleis ma da famiglie ricche, Le scuole dell'Ellenismo si ispirano ai maestri greci del IV secolo a.C., Lisippo, Prassitele e Skopas, ma si mette in evidenza la ricerca per I'effetto drammatico - con atteggiamenti fortemente espressivi e scomposti - e plastico - con I'uso delle linee curve, dei chiaroscuri, del panneggio. Alcune delle più  conosciute sculture ellenistiche come la Nike di Samotracia, la Venere di Milo, il Galata morente e il gruppo del Laocoonte raffigurano temi classici ma il loro trattamento e molto più sensuale, emotivo e ricco di pathos, lontano dalla bellezza austera   tipica di soggetti analoghi della scultura del periodo classico. Delle testimonianze pittoriche molto poco resta: e nelle ricche case di Ercolano e Pompei che sono rimasti affreschi di ispirazione ellenistica. I tratti essenziali sono quelli che caratterizzano I'espressione ellenistica: forte naturalismo, scene di genere, decorativismo al servizio dell'architettura, Generi prediletti sono la natura morta, il ritratto, il paesaggio e la megalografia. Fanno parte dei dipinti di grandi dimensioni il mosaico della Battaglia di Alessandro (III-II secolo a.c.) e il mosaico di Palestrina (II secolo a.c.).

GLI ETRUSCHI

Gli etruschi

La storia

La cultura etrusca attraversa quattro fasi principali: la fase detta villanoviana (XI-VIII secolo a.C.) dal nome della località dove per la prima volta e stata identificata (Villanova vicino a Bologna); il periodo in cui si può parlare di una civiltà  propriamente autonoma (VII secolo a,C.), la fase urbana, con luoghi dediti al culto, guerriera e dominata da principes; il periodo arcaico (VI secolo a.C.) in cui emerge il ceto degli arricchiti grazie al commercio; la decadenza (V-I secolo a.c.), a cui nel V secolo a.C. dà inizio una grave crisi economica e che porterà tra il III e il lI  secolo a.C. a una piena romanizzazione degli etruschi.

L'architettura

L'innovazione principale che si deve alla civiltà etrusca e I'arco, di cui vi sarà un largo impiego presso i romani. Un altro elemento che dalla cultura etrusca passerà a quella romana e lo sviluppo delle città intorno a due linee rette perpendicolari (cardo e decumano). Dei templi etruschi, andati perduti, possiamo ricostruire le caratteristiche generali grazie all'architetto romano Vitruvio (I secolo a.c.), che ne definisce tuscanico I'ordine architettonico. L'architettura funeraria, la principale testimonianza della cultura etrusca, evolve nel corso del tempo: tra I'VIII e il VII secolo a.C. le necropoli presentano tombe interamente interrate con un graduale passaggio dal tipo a fossa a quelle a camera. Queste ultime possono essere rupestri (scavate nella roccia), ipogee (scavate sotto terra), a tumulo. Tra il VI e il V secolo a.C., in corrispondenza del decadere delle grandi famiglie aristocratiche, Ie tombe presentano dimensioni più ridotte e in alcuni casi  sono costruite in superficie. Nel lV secolo a.C. a una momentanea ripresa economica si accompagna la diffusione di tombe a camera unica e interrate. Nel III secolo trionfano infine le tombe rupestri, come la tomba Ildebranda a Sovana, e nell'area di Vulci Ie tombe a T.

 

La scultura

Le caratteristiche principali della scultura etrusca sono due: la destinazione funeraria (corredi per i defunti, offerte votive o ornamenti di templi) e il massiccio impiego, accanto al bronzo, della terracotta dipinta (coroplastica). Esistono tre tipologie di urne funerarie etrusche: quelle biconiche, quelle a capanna e i canopi (antropomorfi). Con il passaggio dalla cremazione all'inumazione (VII secolo a.c.) le urne sono sostituite dai sarcofagi in terracotta; I'abilita degli artigiani etruschi in questo settore è testimoniata dal Sarcofago degli sposi rinvenuto a Cerveteri, Di terracotta erano anche le decorazioni dei templi, in cui si avverte il costante influsso della scultura greca. L'influsso greco si rileva anche nei bronzi votivi etruschi, tra i quali la Lupa capitolina, commissionata da Roma ad artisti etruschi per essere collocata sui Campidoglio.

 

La pittura

Le pitture murarie che ornano le tombe etrusche hanno un'importanza fondamentale, perché sono una delle pochissime testimonianze della pittura antica e perché forniscono indicazioni sulla pittura greca, andata interamente perduta. Gli affreschi rinvenuti nelle necropoli etrusche spesso sono scene relative alla vita quotidiana, ma in un caso particolare, la tomba Francois a Vulci, costituiscono una rivisitazione dei miti greci, posti in relazione a vicende e protagonisti della storia della città di Vulci.

ROMA REPUBLICANA

Roma repubblicana

storia

Fondata nel 753 a.C.,Roma compie nel corso della sua storia una straordinaria ascesa che la porta a essere a capo di un immenso impero. Dopo un primo periodo monarchico, nel 509 a.C., con la cacciata dei Tarquini, inizia la repubblica (509-27 a.C.) che nei secoli attraversa vari momenti di crisi: le lotte tra patrizi e plebei (V-IV secolo a.c.), le guerre puniche (III secolo a.C.),la crisi agraria (II secolo a.C.),le guerre civili (I secolo a.C.).Assumendo nel 27 a.C. il titolo di Augusto, Ottaviano ristabilisce la pace, ma avvia una nuova fase della storia di Roma: I'impero.

 

L'architettura

Gli elementi strutturali caratteristici dell'architettura romana, caratterizzata dalla prevalenza della linea curva, sono due: I'arco e la volta; questi, insieme all'opus caementicium (odierno calcestruzzo), consentono di realizzare costruzioni enormi e solide. I romani eccellono in particolare nell'ingegneria civile con la costruzione di strade (come la via Appia), ponti e acquedotti (come il Pont du Gard a Nimes).La Roma repubblicana, così come ogni città romana, si sviluppa intorno a due linee perpendicolari (cardo e decumanus) e ha come centro commerciale, religioso e soprattutto politico il foro. Nel-

I'ambito dell'architettura religiosa di  questo periodo sappiamo solo che i templi erano in ordine tuscanico; a partire dal ll secolo si affermano i modelli architettonici greci, come si può vedere nel complesso religioso più  imponente dell'età  repubblicana: il  santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina. Quanto alle abitazioni private, era netta la distinzione tra ceti elevati e resto della popolazione: i primi vivevano in edifici signorili (domus o villae); i secondi in piccole stanze all'interno di grandi caseggiati a più piani (insulae).

 

La pittura

Le origini delia pittura romana vanno ricercate nelle pitture trionfali, tavole dipinte che venivano portate nei cortei in occasione dei trionfi. A partire dal ll secolo a.C., a Roma sulla scia del gusto greco ellenistico, si diffonde I'abitudine di affrescare le pareti domestiche. In base alle tecniche impiegate e ai soggetti raffigurati nelle ville di Pompei

ed Ercolano, si distinguono quattro fasi evolutive della pittura romana, dette «stili».II I stile (11-1secolo a.C.) riproduce con la pittura le decorazioni marmoree delle dimore più lussuose; le case così  affrescate, come la Casa del Fauno a Pompei, spesso presentano quadri realizzati a mosaico (emblemata) posti sui pavimento al centro della stanza. II II stile (anni centrali del I secolo a.C.) è caratterizzato da finte architetture che creano effetti illusionistici di profondità e apertura verso I'esterno e da grandi pitture (megalografie) di soggetto generalmente mitologico. L’esempio più famoso di megalografia e il ciclo pittorico che orna il triclinio della Villa dei Misteri  a Pompei.

 

La scultura

Tre sono le forme in cui si esprime la scultura romana: il ritratto, la statua onoraria e il rilievo storico. II ritratto, accanto a una tendenza realistica di derivazione etrusca, presenta una corrente idealizzante di matrice ellenistica. Le due tendenze coesistono già nel cosiddetto Bruto Capitolino, un bronzo datato al Ill secolo a.C. La statua onoraria è realizzata in onore di persone considerate meritevoli dalla comunità; I'esempio più significativo in età repubblicana è la statua dell'Arringatore (II - I secolo a.c.). II rilevo storico rappresenta infine fatti storici e sembra derivare dall'usanza etrusca di dipingere episodi militari e dalla pittura trionfale romana. II primo esempio di rilievo storico romano e l'Ara di Domizio Enobarbo (II secolo a.c.).

ROMA IMPERIALE

Roma imperiale

La storia

Con la fine della dinastia giulio-claudia (14-68 d.C.), Roma subisce un anno di anarchia militare, cui pone fine I'avvento della dinastia flavia (69-96). Nel 96 Nerva (96-98) inaugura la prassi dell'adozione per la scelta del successore al trono, nominando come proprio erede Traiano, a cui si deve la massima espansione dell'Impero. AI regno di Adriano (117-138), caratterizzato da uno spiccato filellenismo, seguono la dinastia degli Antonini (138-192) e quella dei Severi (192-235), dopo la quale si apre un lungo periodo di anarchia militare (235-284). Con la tetrarchia di Diocleziano (284-305), viene di fatto sancita la divisione tra la parte occidentale e quella orientale dell'impero, Altra tappa fondamentale nella storia di Roma imperiale e I'Editto di Milano, con cui nel 313 d.C. Costantino assicura ai cristiani la liberta di culto.

L'architettura

L’architettura della Roma imperiale si caratterizza per la grandiosità delle costruzioni, che riflette il potere degli imperatori. Nel campo dell'edilizia civile sono da ricordare i fori imperiali (come quello di Traiano), le basiliche, i teatri, gli anfiteatri (tra cui spicca il Colosseo) e le terme (come quelle di Caracalla). Particolarmente imponenti sono poi gli edifici fatti erigere da alcuni imperatori come sede del proprio potere: la Domus aurea di Nerone, la Villa Adriana a Tivoli, il palazzo di Diocleziano a Spalato, e come celebrazione di sé anche dopo la morte: i mausolei (ad esempio quello di Adriano). II più significativo esempio dell'architettura religiosa è il Pantheon, che sorprende per la sua struttura: apparentemente a pianta rettangolare, ne rivela all'interno una rotonda.

La scultura

La finalità principale della scultura in epoca imperiale e la rappresentazione propagandistica dell'imperatore e dell'idea di Impero che egli incarna; ancor più che dalla ritrattistica (ricordiamo l'Augusto di Prima Porta e la statua equestre di Marco Aurelio), questo compito e assolto dal rilievo storico, il cui primo esempio in età imperiale è la decorazione dell'Ara Pacis Augustae. Connesse in modo imprescindibile al rilievo storico sono gli archi trionfali (tra cui l'Arco di Tito) e le colonne onorarie istoriate con un fregio scolpito continuo che raffigura le campagne militari dell'imperatore (Colonna Traiana e Aureliana).

La pittura e il mosaico

In ambito pittorico, gli stili propri dell'eta imperiale sono il III e il lV, il III stile (20 a.C. – 60 d.C. ca) è caratterizzato da una ripresa in forme più classiche delle architetture fantastiche proprie del 1° stile, da pareti ornate con tratti più leggeri e colori più tenui. Anche il IV stile (seconda meta del ll secolo d.C.) riprende il ll stile ma lo esaspera con scenografie ancora più complesse e illusionistiche; esempi di pitture del IV stile sono gli affreschi del triclinio della Casa dei Vettii a Pompei e, a Roma, quelli della Domus aurea di Nerone, che, riscoperte nel Rinascimento, daranno origine a un nuovo genere: quello delle «grottesche». A partire dal I secolo d.C. si afferma un nuovo tipo di pittura, quello del ritratto dipinto, di cui un famoso esempio e il ritratto del magistrato Proculo con la moglie. L'uso di abbellire i pavimenti con mosaici, presente a Roma a partire dal ll secolo a.C., si diffonde in età imperiale come attestano i mosaici di Villa Adriana, raggiungendo il suo culmine sotto Costantino con le decorazioni della Villa del Casale a Piazza Armerina, in Sicilia.

ARTE PALEOCRISTIANA

L'arte paleocristiana a Roma

La storia

Con "arte paleocristiana" si intendono le espressioni artistiche dei primi secoli del cristianesimo (dal ll-III d.C.) che, dopo l'Editto del 313 di Costantino, diventano simbolo del potere politico dell'imperatore e che, dopo il passaggio della sede imperiale da Roma a Bisanzio, si diffondono e si rafforzano. Le prime testimonianze artistiche si manifestano a Roma, nelle catacombe e sui sarcofagi.

L'architettura

Dalla prima meta del ll secolo si cominciano a costruire le prime catacombe: fino a quel momento i cristiani seppelliscono i propri morti in attesa della risurrezione nei terreni privati o nei cimiteri pagani. Le catacombe, scavate nel tufo, si presentano come gallerie sotterranee nelle quali sono scavate le tombe vere e proprie, loculi, nicchie, arcosoli, forme, cubicoli. Dopo l'Editto di tolleranza del 313 i cristiani cominciano a costruire edifici di culto, le chiese, rifacendosi all'architettura civile romana, vale a dire la basilica.  La basilica e un edificio a pianta rettangolare, diviso da colonne in tre o cinque corridoi, le navate, tetto a doppio spiovente, un ingresso sul lato più corto mentre il lato opposto è generalmente a semicerchio (abside), un arco collega I'abside alla navata centrale, I'arco trionfale. Caratteristico della basilica cristiana e il transetto, che sporge dalla navata, fra I'abside e I'estremità del colonnato, dando alla pianta la caratteristica forma a croce latina. A Roma le più importanti basiliche cristiane sono San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore. Le rotonde, un'altra tipica architettura cristiana, sono edifici rotondi utilizzati per il battesimo e per il culto dei martiri. Sono a pianta circolare con un anello esterno (deambulatorio) e un corpo centrale con copertura a cupola: il Battistero Lateranense, la chiesa di Santo Stefano e il mausoleo di Santa Costanza.

La scultura

La scultura dei primi secoli del cristianesimo si esprime nei sarcofagi, in marmo o in pietra calcarea, commissionati da ricchi personaggi ad artigiani specializzati che lavorano per i pagani e per i cristiani. I temi scolpiti sui tre lati esposti si riferiscono al Vecchio e al Nuovo Testamento. Fino al IV secolo le sculture sono suddivise in riquadri su uno o più fasce (registri); dal IV secolo lo stile diviene unitario e il sarcofago si affolla di personaggi sacri, come nel sarcofago del Buon Pastore, dalla catacomba di Pretestato.

Le pitture e i mosaici

Nel primo periodo I'arte paleocristiana si caratterizza per la semplicità di contenuti e stile: le prime decorazioni nelle catacombe sono  pitture schematiche e senza elementi  decorativi, con poche figure bidimensionali da episodi della Bibbia (Giona gettato nelle acque, II sacrificio di Isacco). A partire dal lV secolo i mosaici abbelliscono le basiliche e le rotonde con tessere colorate e fondi oro. I più antichi si conservano in Santa Costanza a Roma e ancora richiamano I'arte pagana. II grandioso ciclo di mosaici di Santa Maria Maggiore (V secolo) in riquadri singoli riproducono storie dell'Antico Testamento imitando i morbidi passaggi del pennello.

ARTE BIZANTINA

L'arte bizantina

La storia

L’arte bizantina deriva dalla trasformazione della cultura tardo antica che si determina in seguito a due avvenimenti fondamentali del regno di Costantino: l'Editto di Milano (313) e il trasferimento della capitale da Roma a Costantinopoli, I'antica Bisanzioo (330). I momenti di maggior splendore di Costantinopoli sono due: il regno di Teodosio I (379-395), alla cui morte l'impero viene definitivamente diviso in due parti (I'impero d'Oriente e l'lmpero d'Occidente, che cade nel 476), e il regno di Giustiniano I (527 -565). Anche Milano attraversa due fasi dl grande fioritura: dapprima con l'imperatore  Valentiniano I che nel 365 vi trasferisce la sua corte e poi durante il regno di Teodosio I. Altra città che conosce una grande ascesa nell'età bizantina e Ravenna,che nel 402 per iniziativa di Onorio (395-423) diviene capitale dell'Impero. Caduta nel 494 sotto il dominio degli ostrogoti di Teodorico e poi colpita dalla guerra gotico-bizantina (535-553), Ravenna è riconquistata dall'imperatore bizantino Giustiniano, divenendo nel 540 sede dell'esarca (il principale funzionario bizantino), e nel 550 sede arcivescovile.

II linguaggio artistico bizantino

Nel suo periodo di formazione (IV-VI seco-10 d.C.), I'arte bizantina vede coesistere al suo interno due tendenze artistiche: una legata al gusto ellenistico, e quindi naturalistica e attenta alla resa dei movimenti delle figure; un'altra connessa alla tradizione orientale e perciò antinaturalistica e astrattiva. E quest'ultima a prevalere nell'arte bizantina medievale, che sarà caratterizzata da solennità, fissità e frontalità dell'immagine. Alla scultura a tuttotondo si sostituiranno il bassorilievo e I'altorilievo; alla pittura il mosaico.

A Costantinopoli

La tendenza alla bidimensionalità, alla frontalità e alla solennità inizia a delinearsi al tempo di Teodosio I; un esempio perfetto è la base dell'obelisco di Teodosio I (390). In campo architettonico, capolavoro dell'arte bizantina a Costantinopoli e la chiesa di Santa Sofia: di epoca giustinianea, presenta una pianta rettangolare e un'enorme cupola che sovrasta, delle sue tre navate, quella centrale. L’edificio è grandioso ma alleggerito dalla presenza di grandi finestre.

 

A Milano, capitale dell'Impero romano d'Occidente

Soprattutto sotto il regno di Teodosio e il vescovato di Ambrogio (374-397), Milano viene arricchita con numerosi monumenti, soprattutto religiosi. La chiesa di San Lorenzo Maggiore mostra ancora oggi I'impianto originario, derivato dalle chiese bizantine dell'età costantiniana: pianta centrale polilobata, con grande cupola ottagonale, il cui peso e trasferito sulle esedre laterali. Si richiamano all'arte bizantina i mosaici della cappella di San Vittore in Ciel d'oro e prodotti di lusso, come il dittico di Stilicone.

Ravenna da capitale dell'lmpero a sede dell'Esarcato

L’architettura religiosa ravennate combina elementi affermati in Occidente (basilica  longitudinale e battistero ottagonale) con altri propri dell'arte di Costantinopoli (decorazione interna a mosaico e presenza di due piccoli ambienti ai lati dell'abside). Tra gli edifici della Ravenna imperiale ricordiamo la chiesa di San Giovanni Evangelista, il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero degli Ortodossi, al cui interno sono presenti magnifici mosaici. AI periodo della dominazione ostrogota appartengono la chiesa di Sant'Apollinare Nuovo e il Mausoleo di Teodorico (che combina elementi romani e barbari). Con la riconquista bizantina della città da parte di Giustiniano I'arte ravennate crea un linguaggio originale che fonde la tradizione bizantina a quella occidentale: splendido esempio ne è la basilica di San Vitale.

ALTO MEDIOEVO

L'Alto Medioevo

La storia

Quando nel 568 i longobardi invadono l'Italia provocano sui territorio una frammentazione politica, lasciando all'Impero bizantino il controllo dei territori centro-meridionali. Nel 774 Carlo Magno, re dei franchi, conquista il regno longobardo e rimangono sotto il dominio papale le province appartenute all'Impero bizantino, mentre Benevento, la Calabria e la Sicilia mantengono la loro autonomia. Alla dinastia carolingia succedono gli Ottoni nel 962. 

I longobardi

Roma torna a essere centro di scambi culturali e commerciali e vengono ampliate e costruite, con materiali recuperati da altri edifici, le chiese dei Santi Cosma e Damiano, San Lorenzo fuori le mura, Sant'Agnese e Santa Maria in Cosmedin. Ravenna elabora dal VII secolo nuove soluzioni architettoniche, come il palazzo detto di Teodorico (fine VII secolo) concepito come portico della chiesa scomparsa di San Salvatore. L’arte longobarda, influenzata dall'oreficeria, predilige figure stilizzate di animali o elementi geometrici che occupano graficamente tutta la superficie: sono oggetti quali ornamenti di selle, elementi architettonici o lastre marmoree (pluteo con pavoni dal Monastero della Pusterla, metà VIII sec.). Cividale del Friuli, centro di propagazione dello stile di classicista di re Liutprando, conserva testimonianza dell'evoluzione dell'arte barbarica nell'Altare di Ratchis (737-744). In pittura risultano evidenti i legami con la tradizione paleocristiana bizantina. Benevento, con il pur lacunoso ciclo di Santa Sofia (762), è testimone della fioritura culturale anche in questo campo. Nella decorazione delle chiese romane prevale la tecnica del mosaico, fedele all'iconografia bizantina, come nella chiesa di Santa Agnese (prima meta VII sec.).

L'Impero carolingio

II "rinnovamento" dell'Impero promosso da Carlo Magno caratterizza con riferimenti all'antico le espressioni artistiche pur con spunti barbarici e bizantini. Ne risulta un'arte raffinata e adeguata a rappresentare la dignità imperiale. Tra le innovazioni in architettura il westwerk, un grande corpo a più piani protetto ai fianchi da due alte torri (mascherate da campanili). II complesso veniva costruito sul lato ovest di basiliche e cattedrali e fungeva esternamente da ingresso e facciata. Se da un lato Carlo Magno promuove la costruzione di abbazie per consolidare l'alleanza con la Chiesa, dall'altro intraprende imprese architettoniche che si concentrano ad Aquisgrana, sede imperiale, dove viene edificata la Cappella Palatina (790-805), con marmi colorati e colonne antiche fatte giungere da Roma e Ravenna. L’altare della basilica di Sant'Ambrogio e tra i superstiti della produzione in oro carolingia, realizzato da Vuolvinio (824-859) in legno, rivestito in lamine d'oro e d'argento sbalzate con decori in smalto e gemme. II linguaggio pittorico unitario degli affreschi e delle miniature della prima meta del IX secolo è legato alla costruzione di numerosi monasteri in collegamento fra loro nel nord della Lombardia e al di là del confine svizzero (ciclo di Mustair, inizi IX secolo) e raggiunge I'apice nel ciclo pittorico di Castelseprio.

L'età ottoniana

L’architettura ottoniana si ispira a quella carolingia, con I'eredità del westwerk. Viene rielaborata in modo simmetrico la basilica, con due cori contrapposti, fino ad avere due absidi e due transetti (San Michele a Hildesheim, Sassonia, 1010-1033). Alto esito della scultura sono le porte in bronzo della chiesa di San Michele a Hildesheim con le storie della Genesi lavorate a rilievo bassissimo. La miniatura, a Treviri, Fulda, Colonia, si caratterizza per la vivacità dei colori con riferimenti carolingi e bizantini. Dall'influsso di questa scuola derivano gli affreschi di San Giorgio a Oberzell (X secolo) mentre in Italia lo stile ottoniano è fertile in Lombardia, dove si innesta sulla tradizione locale derivata dal ciclo carolingio di Mustair.

IL ROMANICO

Il Romanico

La storia

L’XI e il XII secolo sono per l'Europa un periodo di rinnovamento: le città si ripopolano, I'artigianato e il commercio rifioriscono, si va affermando la borghesia, nuova classe sociale. La Chiesa di Costantinopoli (1054) si divide da quella di Roma che a sua volta diventa autonoma dall'Impero (concordato di Worms, 1122). Nell'Italia centro-settentrionale I'imperatore Federico Barbarossa e contrastato dai Comuni nella conquista del territorio, mentre nel resto d'Europa si vanno formando le grandi monarchie nazionali. L'Italia del Sud vede arrivare i Normanni che unificano e consolidano un regno sotto Ruggero II d'Altavilla. L'ordine dei cluniacensi (dall'abbazia di Cluny, in Francia) svolge un ruolo  fondamentale con la costruzione di monasteri in tutta Europa, In opposizione alla ricchezza dei benedettini di Cluny viene fondato I'ordine cistercense (da Citeaux, in Francia) che favorirà la diffusione del Gotico. E’ il periodo dei grandi pellegrinaggi verso i luoghi santi (Gerusalemme, Santiago de Compostela, Roma) e I'epoca delle crociate per la conquista della Terra Santa. Questi grandi movimenti diventano opportunità di scambio ed è questa I'epoca della nascita di una vera cultura europea con la fondazione di università e di un linguaggio artistico comune, il Romanico, che caratterizzerà architettura e scultura fino quasi al XIII secolo. 

L'architettura

L’arte romanica rinnova I'architettura e la scultura monumentale dall'inizio dell'XI secolo e si manifesta in tutta Europa sulla base delle sopravvivenze romane. In architettura sono ripresi dall'arte antica il senso della monumentalità e della spazialità, e usati elementi particolari come I'arco a tutto sesto, il pilastro, la colonna e la volta. La pianta della chiesa romanica si complica nel suo schema con I'aggiunta di altari secondari, cappelle attorno al coro, la presenza del deambulatorio; la complessità interna e sottolineata all'esterno con aperture, lesene, contrafforti, II materiale usato è il mattone, La basilica di Sant'Ambrogio a Milano, la chiesa di San Michele a Pavia, il duomo di Modena e quello di Parma, la basilica di San Marco a Venezia rispecchiano le caratteristiche formali del Romanico dell'Italia settentrionale. I maggiori centri di sviluppo del Romanico nell'Italia centrale sono Firenze e Pisa, con caratteri peculiari: elemento distintivo sono le fasce in marmo bianco e verde che si alternano sull'esterno sottolineando il rigore geometrico classico. II battistero di Firenze, la chiesa di San Miniato al Monte, il complesso urbanistico della piazza dei Miracoli di Pisa, la cattedrale di San Martino a Lucca e San Giovanni fuorcivitas a Pistoia rappresentano gli esiti più felici. Le dominazioni che si sono date il cambio nell'Italia meridionale hanno dato all'architettura un carattere eclettico che risente nelle varie regioni di influssi bizantini, arabi, longobardi e normanni: il Romanico in Puglia e sobrio e slanciato mentre in Sicilia le forme colorate delle cupole e i mosaici policromi sono di influsso orientale-bizantino. 

La scultura

Parte integrante dell'architettura è la scultura: rilievi decorano ogni elemento esterno della chiesa romanica, capitelli, architravi e archivolti di finestre e portali, con il ricorso all'altorilievo. II repertorio va dal Vecchio al Nuovo Testamento, da raffigurazioni simboliche a stagioni e mestieri, da soggetti fantastici ai miti nordici e saghe di cavalieri. In Italia Wiligelmo e attivo a Modena, Nicolò a Verona e, pili tardi nel XII secolo, Benedetto Antelami a Parma. 

La pittura

La pittura tende a rimanere in posizione ritardata rispetto al rinnovamento di architettura e scultura e il riferimento e ancora all'arte bizantina. II crocifisso dipinto su tavola e di invenzione romanica.

IL GOTICO

Il Gotico 

La storia

L’arte gotica va dal 1140, anno di ristrutturazione di Saint-Denis, agli anni Settanta del Trecento, inizio del Gotico internazionale. I protagonisti di questo periodo sono l'Impero, il Papato, i Comuni e la monarchia francese. L’Impero, raggiunta la massima espansione, si sgretola e I'erede al trono viene sconfitto e ucciso dal fratello del re di Francia che, con il suo strapotere in Italia, riuscirà addirittura a spostare il Papato ad Avignone. La Chiesa cerca di arginare il potere imperiale e di rispondere alle richieste di rinnovamento spirituale riconoscendo nuovi ordini. Nel corso del Duecento fioriscono i Comuni italiani, libere e ricche città-stato anche grazie a commerci e attività bancarie.

L'architettura

L’architettura gotica è in Francia espressione da un lato della monarchia capetingia e della borghesia urbana, dall'altro del nuovo cristianesimo francese più ottimista. II nuovo rapporto con Dio è espresso dalla verticalità delle nuove chiese. L’architettura gotica è diversa da quella romanica e si caratterizza per I'uso di tecniche costruttive note (I'arco a sesto acuto e la volta a crociera), ma con nuovi obiettivi simbolici, e da lì a poco si diffonderà prima nelle diocesi dell'Ile de France e poi nel resto d'Europa, incontrando resistenze solo in Italia. La novità più originale è la scomparsa delle spesse masse murarie tipiche del Romanico: il peso della struttura non e più assorbito dalle pareti, ma distribuito su pilastri all'interno e nel perimetro, con strutture secondarie come archi rampanti e contrafforti. Lo svuotamento della parete dai carichi permette di aprirvi magnifiche vetrate. Dai pilastri a fascio si dipana un sistema di contrafforti più ampio e diversificato di quello romanico: gli archi rampanti, i pinnacoli, i piloni esterni, gli archi di scarico sono tutti elementi strutturali, che contengono e indirizzano al suolo le spinte laterali della copertura. La planimetria si complica: il transetto si riduce, I'abside si allunga con cappelle radiali, il matroneo scompare, le campate si allungano. La prima costruzione a carattere gotico è il coro della chiesa dell'abbazia di Saint-Denis, presso Parigi, quella più monumentale è Notre-Dame (Parigi) mentre la più rappresentativa è Notre-Dame a Chartres. Dagli anni Quaranta del Duecento il Gotico si caratterizza per i rosoni a raggiera delle facciate. Anche le vetrate si ampliano fino a riempire lo spazio tra i pilastri come nella Sainte-Chapelle. I monaci cistercensi introducono lo stile gotico in Italia ma il risultato è austero, come nell'abbazia di Fossanova (Lazio, 1187), con pianta a croce latina e coro rettangolare, o la chiesa di San Galgano, in rovina (Siena, 1227). La basilica di San Francesco (Assisi, 1228) è uno dei primi esempi di Gotico italiano; su due livelli, la chiesa inferiore è a navata unica con campate a tutto sesto,  poco elevata in altezza e quasi tozza con funzione di appoggio della chiesa superiore, la quale si presenta come un'unica aula con copertura a sesto acuto, pilastri a fascio, grandi finestre a illuminare gli affreschi delle pareti. In Toscana il Gotico assume nuovi aspetti come in Santa Maria Novella (Firenze, 1246), in Santa Croce (Firenze, 1295), in Santa Maria del Fiore (Firenze, 1296) e nel Duomo di Siena (fine secolo XII). Fra XIII e XIV secolo si ha una forte rinascita dell'architettura civile, le città fortificano le mura e si dotano di palazzi comunali (Palazzo Pubblico di Piacenza e Siena; Palazzo della Signoria a Firenze); nell'Italia meridionale I'edilizia pubblica è sostituita da quella militare (Castel del Monte, 1240).

 

La scultura

Le caratteristiche della scultura gotica sono il naturalismo e il realismo: II cavaliere (1235-1237) della cattedrale di Bamberga ben rappresenta i nuovi temi, come I'attenzione per la figura umana e il senso del volume. In Italia Nicola Pisano fu per la scultura quello che Giotto, diversi decenni dopo, fu per la pittura (Pulpito di Pisa e di Siena) e da lui il figlio Giovanni, a Siena, proseguirà I'elaborazione del Gotico d'Oltralpe, mentre Arnolfo di Cambio lascerà tracce più classiche a Firenze, in Umbria e a Roma. 

La pittura

Lo stile gotico in pittura appare nel XIII secolo, con gli affreschi di Giotto. Cimabue (1240-1302) è il primo innovatore della ritrattistica sacra con il Crocifisso di Arezzo (1260-1270) dove ritrae un Christus patiens che farà da modello ai crocifissi lignei successivi fino alle linee ammorbidite del suo Crocifisso di Santa Croce. Allievo di Cimabue, Duccio di Buoninsegna (1255- 1317?) con la Maestà  del Duomo di Siena ritrae per la prima volta un tema profano. Altro allievo di Cimabue, Giotto (1267-1337 ca) è I'artista-imprenditore a capo di una bottega che lavora in tutta Italia. Rappresentazione dello spazio pittorico tridimensionale, nuove formule gestuali e nuova espressività dei volti sono elementi che fanno di Giotto un innovatore geniale dal ciclo di affreschi della basilica di Assisi (dal 1292) agli affreschi della Cappella degli Scrovegni (dal 1303), dove anche il colore interviene nella costruzione dei volumi. Simone Martini (1284-1344) è esponente della scuola senese e padre del Gotico internazionale (Maestà  di Siena, 1315) da cui prende I'avvio anche I'esperienza di Ambrogio Lorenzetti (II Buon Governo e II Cattivo Governo, 1338).

IL GOTICO INTERNAZIONALE

Il Gotico internazionale

La storia

II Gotico internazionale, che va dal 1370 al 1450, fa derivare la sua definizione dalla diffusione capillare in tutta Europa e si caratterizza per I'accentuazione degli aspetti di eleganza, dinamismo, gusto per I'ornamento, per il dettaglio naturalistico. Le corti europee rappresentano la culla del Gotico internazionale, chiamato appunto anche cortese, dove gli artisti vengono accolti dall'aristocrazia che si è vista  soppiantare in tutti i ruoli dalla borghesia, in una generale dissoluzione dell'Impero e nel ridimensionamento del ruolo del Papato. L'Europa conosce guerre (dei Cent'anni, tra Francia e Inghilterra), rivolte popolari, uno scisma (1378-1417), mentre in Italia le Signorie sostituiscono i liberi Comuni in un frantumarsi di micro-stati in lotta oltre che per il predominio territoriale, anche per il prestigio delle proprie corti, contendendosi i migliori artisti dell'epoca e favorendo la fioritura delle arti. L'equilibrio politico dell'Italia centro-settentrionale è raggiunto con la pace di Lodi del 1454 con la creazione di quattro Stati: Milano, Venezia, Firenze e Roma. 

L'architettura

L'esasperazione del verticalismo, una accentuata vocazione al decorativismo caratterizzano le costruzioni del periodo. II Duomo di Milano rappresenta il Gotico internazionale con la sua grandiosità, la complessa pianta a cinque navate, il rivestimento in marmo, le vetrate che quasi sostituiscono le pareti. A Venezia il Gotico diventa "fiorito" a sottolineare la ricchezza dell'ornato delle facciate del Palazzo Ducale (1340) o della Ca' d'Oro (1421), con il fronte quasi completamente traforato da due ordini di logge.

 La scultura

II dilagare del profano e la rappresentazione dei ricchi committenti è la chiave della scultura tardogotica. Claus Sluter per la prima volta inserisce in un edificio sacro due personaggi reali con una tecnica quasi a tutto tondo (Madonna col Bambino, Digione 1390). L'influenza in Italia è ben visibile a Venezia dove i fratelli Dalle Masegne lavorano e dove Bartolomeo e Giovanni Bon realizzano con fitte decorazioni la Porta della Carta del Palazzo Ducale (1438).

 

La pittura

Eredità avignonese e lascito di Simone Martini, la pittura tardogotica si manifesta in una calligrafica rappresentazione di ambienti profani e fiabeschi come nelle miniature dei fratelli Limbourg nel libro di preghiere Les tres riches heures (1412). Gentile da Fabriano e il più alto rappresentante italiano della pittura di questa periodo. Di formazione lombarda, esalta i canoni del Gotico internazionale nel Polittico di Valle Romita (1400) con raffinate policromie, decorativismo e pienezza delle figure. L'allievo Pisanello con raffinatissima tecnica aderisce al gusto tardogotico dell'ambientazione fiabesca e del naturalismo con minute descrizioni di oggetti e animali (San Giorgio e /a principessa, 1436).